Il Folador su Realtà Industriale

Realtà IndustrialeBell’articolo sul numero di Gennaio del mensile della Confindustria udinese “Realtà Industriale”, a firma di Lodovica Bulian.

Villa Rubini: la forza attrattiva del Folador

È difficile immaginare come fece, nel 1800, un corteo di carri a trasportare travi lunghe oltre 14 metri dai boschi della Carnia fino alla pianura udinese, lontana un centinaio di chilometri, e come quelle travi siano oggi ancora perfettamente intatte. È la magia della storia che si respira nel complesso di Villa Rubini a Merlana, frazione del Comune di Trivignano Udinese, e che rivive grazie all’intervento di restauro da parte dell’attuale proprietario, Giovanni Rubini, discendente della famiglia che lo acquistò nel 1832. La decisone di investire, molto, per dare nuova luce a un gioiello che altrimenti nel tempo sarebbe andato in rovina, ha resistito alle turbolenze della difficile congiuntura economica, divenendo il simbolo di quel privato che interviene laddove l’assenza del pubblico si fa ormai evento tutt’altro che eccezionale.

Oggi, dopo tre anni di lavori, il fabbricato con oltre duecento anni di storia alle spalle, “è pronto a viverne altri duecento” sorride il proprietario Rubini. Ciò che lo rende eccezionale sono le sue dimensioni: sessanta metri di lunghezza per quattordici di larghezza, e la conseguente grandiosità delle capriate che sostengono il tetto. L’intervento di sistemazione ha riguardato proprio il cosiddetto folador, lo spazio che negli antichi riti del lavoro contadino ospitava cantina e granaio, e che oggi è divenuto la sede moderna ed elegante per ogni tipo di riunione, pubblica e privata.

aereaLe sale del Folador, capaci complessivamente di 450 posti a sedere, possono essere allestite per banchetti e convegni, esposizioni e conferenze. Con licenza di pubblico spettacolo, ampio parco e oltre 400 posti auto, il complesso si presta oggi agli eventi più suggestivi, sfilate, concerti, matrimoni. Infatti, spiega il notaio Rubini, la ristrutturazione è stata fatta pensando davvero in grande: “Il Folador è munito di tutti gli impianti di sicurezza, in particolare di quelli antincendio, previsti dalla legge per lo svolgimento delle attività di pubblico spettacolo, ma anche di tutti i servizi necessari all’accesso dei disabili”.

La versatilità d’uso e l’accessibilità sono infatti anche il valore aggiunto che colloca la struttura tra le più ricercate della provincia di Udine, pur ricca di ville prestigiose e castelli antichi: “La forza attrattiva del Folador sta nella sua semplicità – racconta il proprietario – in termini di utilizzo, di raggiungibilità, di accessibilità”. A pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada di Palmanova, la villa è infatti facile da raggiungere, ma è anche collocata al di fuori del centro del paese, e dunque non è soggetta a vincoli che ne limitano gli eventi nelle ore serali. Nessun disagio nemmeno per il transito di pullman, che possono trova- re parcheggio nell’ampio parco interno. Non a caso, enorme successo ha riscosso l’anno scorso la cena dei maturandi che ha ospitato nelle sale della villa oltre 450 ragazzi, oppure l’eccezionale concerto d’Archi sulle musiche di Mozart, banco di prova per la qualità del suono e dell’acustica, che tra le maestose travi in legno si è rivelata perfetta. Ma nell’idea originale di Rubini c’era la ristrutturazione dell’intero complesso, che comprende anche altri due fabbricati, per farne anche un albergo di nicchia, esclusivo, punto di riferimento di un turismo che cambia.

“Salvare il patrimonio familiare e dare nuova vita all’edificio è stato ciò che mi ha mosso a intervenire- spiega Rubini-. Il mio sogno sarebbe stato realizzare un piccolo albergo di qualità, una cosa che manca in Friuli, sul genere di quelli che si trovano in Francia, o in Austria, non quindi di molte stanze, ma molto ben curate nei dettagli. Se qualcuno con esperienza si proponesse, potrebbe valere la pena di ristrutturare anche il resto. Un’idea che potrebbe avere un suo perché, sarebbe un albergo inserito in comune storico, al centro del Friuli, raggiungibile in autostrada, da un lato vicino ad Aquileia, dall’altro a Cividale, che è patrimonio dell’Unesco. Manca in regione un turismo residenziale di qualità, e si continuano a sottovalutare le potenzialità e le ricadute del turismo culturale, che è attualmente quello che soffre meno la crisi”.

L.B.

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